Non si hanno notizie documentate sugli anni dell’edificazione della chiesa di Santa Maria, di sicuro si sa che esisteva già nei primi anni della seconda metà del sedicesimo secolo. Lo si ricava dal verbale della visita pastorale di mons. Giovanni Carlo Bovio (30 luglio – 2 agosto 1565) conservato nell’archivio della Curia Arcivescovile di Brindisi. In quella visita l’arcivescovo visitò la “Chiesa Santa Maria la Greca” così come aveva fatto con le altre chiese esistenti “dentro e fuori le mura” del territorio di Leverano. Varie sono le ipotesi circa il nome “la Greca”, che la chiesa aveva in quel periodo. Alcuni pensano che questo aggettivo ricordi i probabili fondatori di Leverano, altri sostengono invece che essa fu edificata anche con il contributo in denaro e in giornate lavorative di una comunità di greci esistente in paese in quei tempi.

Crollata in seguito ad un nubifragio, la chiesa fu ricostruita nel 1622-25. Il fatto è testimoniato da un’altra visita pastorale del 1622 (28-30 settembre 1622) questa volta ad opera dell’arcivescovo Giovanni Falces.

Pregevole in questa chiesa è l’altare, realizzato intorno al 1660 da Ambrogio Martinelli (scultore copertinese molto attivo all’epoca), orientato ad est secondo la consuetudine bizantina di stile barocco che risente l’influenza della vicina Lecce. Ricorda la dominazione angioina lo stemma con tre tigli che sormonta l’altare e che si ripetono in tutta la sua decorazione.

Campeggia al centro dell’altare una pala rappresentante la Vergine con il Bambino e due santi oranti. È presente un’unica navata, impreziosita da magnifiche opere in carta pesta raffiguranti alcune scene della passione di Cristo. Le volte sono decorate con affreschi dai motivi geometrici e floreali; al centro l’occhio della provvidenza, ricorrente in molte culture e religioni con caratteristiche grafiche differenti.

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